Siamo da pochi giorni entrati nell'anno 2017.
Intanto auguri a tutt*!
Che cosa significa "2017"?
Sappiamo che in Italia, e in buona parte del mondo, si calcolano gli anni a partire dalla nascita di Gesù di Nazaret.
Gesù è stata una figura fondamentale in ambito religioso (la religione "cristiana" lo considera il figlio di Dio, ed anche per quella musulmana è uno dei profeti più importanti). Ma dal punto di vista di uno storico?
Purtroppo in quel periodo non esistevano né la tv, né le macchine fotografiche. E perciò l'unico modo per conoscere gli eventi è seguire le fonti "scritte".
Diversi autori ne parlarono all'epoca, ma senza fornirci dei dettagli precisi.
Secondo l'idea che siamo nel 2017 dopo Cristo, potremmo pensare che Gesù sia nato il 25 Dicembre dell'anno zero.
E' davvero così?
In realtà no.
Perché l'anno zero non è mai esistito.
L'anno zero non è mai esistito perché in Occidente questo numero non giunse fino al XII secolo (all'incirca intorno al 1100 d.C.), quando ce lo insegnarono gli Arabi che per primi lo avevano inventato. "Zero" infatti è una parola araba.
Quindi seguendo la successione degli anni, si passava dall'anno 1 a.C. (avanti Cristo) direttamente all'anno 1 d.C. (dopo Cristo).
E' il motivo per cui il cambio di millennio (dal secondo al terzo) non fu festeggiato tra il 1999 e il 2000, bensì tra il 2000 e il 2001.
(Poi in realtà noi festeggiammo lo stesso il cambio tra 1999 e 2000 perché come numeri erano molto più differenti...)
Nel corso della storia si sono susseguiti tanti calendari. I Romani, ad esempio, calcolavano gli anni a partire dalla fondazione della loro città.
Quello che per noi era, ad esempio, l'anno 1 d.C., per loro era l'anno 753 a.U.c. (ab Urbe còndita, cioè dalla fondazione della città di Roma).
I Greci invece calcolavano gli anni a partire dalla prima Olimpiade. Le Olimpiadi, come adesso, si tenevano ogni 4 anni.
I Mussulmani invece iniziano il loro calcolo a partire dall'anno cristiano 622, anno in cui Maometto partì da La Mecca.
Per cui, per esempio, i nati nel 2007 d.C., sono nati nell'anno 1428 per il calendario mussulmano.
Dobbiamo ricordare che tutti questi tentativi di organizzazione degli eventi, sono appunto dei tentativi. Non ne esiste uno "vero" o più esatto.
Ma alla fine, quando sarebbe nato Gesù?
Secondo gli storici, Gesù sarebbe nato in un giorno imprecisato tra l'8 a.C. e il 2 a.C.
Bizzarro, vero? Gesù è nato prima di Cristo e quindi di sé stesso...
Alcuni scienziati, per evitare questo piccolo controsenso, hanno deciso di chiamare gli anni dopo la nascita di Gesù come anni dell'era volgare (e.v.), quindi questo appena cominciato sarebbe il 2017 e.v.
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giovedì 5 gennaio 2017
domenica 4 dicembre 2016
L'epopea di Gilgamesh
Tra le fantastiche invenzioni dei Sumeri, vi è anche questa bellissima storia. Gilgamesh è il primo grande eroe dell'umanità.
Gilgamesh era il re sumero della città di Uruk. Guerriero crudele, era per due terzi divino e per un terzo mortale e teneva sotto il suo dominio tutto il popolo. Gli dei, dunque, per punirlo, decisero di creare un uomo in grado di contrastarlo, Enkidu. Enkidu venne creato dall’argilla ed era potentissimo.
I due si scontrarono, ma nessuno ebbe la meglio. Colpito dalla forza di Enkidu, Gilgamesh strinse con lui un patto d'amicizia. Accresciuta ulteriormente la sua fama con l'amicizia di Enkidu, Gilgameshvenne corteggiato da Ishtar (la dea della bellezza, ma anche della guerra e della distruzione), che lo vorrebbe come sposo, estasiata dalle sue doti di guerriero e dalla sua fama.
Gilgamesh però la rifiutò. Ishtar si vendicò inviando ad Uruk il Toro del Cielo e l'animale provocò la morte di schiere di giovani, per cui Enkidu afferrò il toro per le corna e Gilgamesh gli infilò la spada tra le corna, uccidendolo. Ishtar allora salì sulla grande muraglia di Uruk e maledisse Gilgamesh e il suo amico.
Enkidu il giorno dopo si ammalò e dopo dieci giorni morì. Gilgamesh piangeva e vagava disperato per le lande e le pianure, infine decise di andare alla ricerca di Utnapishtim, colui che gli dei avevano reso immortale.
Gilgamesh, per far tornare in vita il suo amico Enkidu, avrebbe voluto ottenere da Utnapishtim il segreto della vita.
Gilgamesh giunse quindi ai grandi monti Mashu in Kurdistan, i cui picchi sono alti quanto il muro del cielo ed i suoi poggi scendono giù fino agli inferi, alle sue porte fanno da guardia gli uomini scorpione. L'uomo scorpione gli permise di varcare la porta della montagna, co-sa che non era mai stata concessa a nessun mortale. Dopo aver per-corso dodici leghe completamente al buio, Gilgamesh giunse al giardino degli dei (nell’attuale Iran). Qui incontrò Siduri, la dea del commercio. Lei gli sconsigliò di proseguire poiché nessun uomo era mai riuscito a varcare l'Oceano, al termine del quale avrebbe trovato Utnapishtim.
Gilgamesh non si arrese. E riuscì a traversare il mare da solo, dopo giorni e giorni di viaggio. Finalmente arrivò di nuovo sulla ter-raferma (nell’odierno Qatar). Qui incontrò l’anziano saggio che per tanto tempo aveva cercato. Quando lo vide gli chiese il segreto per l’immortalità.
La delusione di Gilgamesh fu, però, grande: il saggio gli rispose che la morte è inevitabile per l'uomo che, prima o dopo, dovrà lasciare questo mondo. Gilgamesh, ormai senza speranze, si dette per vinto quando Utnapishtim, impietosito, gli rivelò che almeno esisteva un'unica possibilità per non invecchiare: mangiare una pianta rarissima che si trovava in fondo al mare.
Gilgamesh si tuffò subito alla ricerca del prezioso vegetale e, dopo averlo trovato, decise di riposarsi sulle rive di un ruscello. Al suo risveglio, scoprì che la pianta tanto preziosa era stata mangiata da un serpente, che dopo averla mangiata aveva cambiato pelle. Sconfitto, tornò così ad Uruk, la sua città.
Era però diventato un uomo diverso da quando era partito, perché aveva capito l'importanza di vivere a pieno e degnamente la nostra esistenza, anche se a noi mortali è preclusa l'eterna giovinezza.
I due si scontrarono, ma nessuno ebbe la meglio. Colpito dalla forza di Enkidu, Gilgamesh strinse con lui un patto d'amicizia. Accresciuta ulteriormente la sua fama con l'amicizia di Enkidu, Gilgamesh
Gilgamesh però la rifiutò. Ishtar si vendicò inviando ad Uruk il Toro del Cielo e l'animale provocò la morte di schiere di giovani, per cui Enkidu afferrò il toro per le corna e Gilgamesh gli infilò la spada tra le corna, uccidendolo. Ishtar allora salì sulla grande muraglia di Uruk e maledisse Gilgamesh e il suo amico.
Enkidu il giorno dopo si ammalò e dopo dieci giorni morì. Gilgamesh piangeva e vagava disperato per le lande e le pianure, infine decise di andare alla ricerca di Utnapishtim, colui che gli dei avevano reso immortale.
Gilgamesh, per far tornare in vita il suo amico Enkidu, avrebbe voluto ottenere da Utnapishtim il segreto della vita.
Gilgamesh giunse quindi ai grandi monti Mashu in Kurdistan, i cui picchi sono alti quanto il muro del cielo ed i suoi poggi scendono giù fino agli inferi, alle sue porte fanno da guardia gli uomini scorpione. L'uomo scorpione gli permise di varcare la porta della montagna, co-sa che non era mai stata concessa a nessun mortale. Dopo aver per-corso dodici leghe completamente al buio, Gilgamesh giunse al giardino degli dei (nell’attuale Iran). Qui incontrò Siduri, la dea del commercio. Lei gli sconsigliò di proseguire poiché nessun uomo era mai riuscito a varcare l'Oceano, al termine del quale avrebbe trovato Utnapishtim.
Gilgamesh non si arrese. E riuscì a traversare il mare da solo, dopo giorni e giorni di viaggio. Finalmente arrivò di nuovo sulla ter-raferma (nell’odierno Qatar). Qui incontrò l’anziano saggio che per tanto tempo aveva cercato. Quando lo vide gli chiese il segreto per l’immortalità.
La delusione di Gilgamesh fu, però, grande: il saggio gli rispose che la morte è inevitabile per l'uomo che, prima o dopo, dovrà lasciare questo mondo. Gilgamesh, ormai senza speranze, si dette per vinto quando Utnapishtim, impietosito, gli rivelò che almeno esisteva un'unica possibilità per non invecchiare: mangiare una pianta rarissima che si trovava in fondo al mare.
Gilgamesh si tuffò subito alla ricerca del prezioso vegetale e, dopo averlo trovato, decise di riposarsi sulle rive di un ruscello. Al suo risveglio, scoprì che la pianta tanto preziosa era stata mangiata da un serpente, che dopo averla mangiata aveva cambiato pelle. Sconfitto, tornò così ad Uruk, la sua città.
Era però diventato un uomo diverso da quando era partito, perché aveva capito l'importanza di vivere a pieno e degnamente la nostra esistenza, anche se a noi mortali è preclusa l'eterna giovinezza.
mercoledì 5 ottobre 2016
Approfondimento sui numeri romani
I numeri romani vennero soppiantati nel Medioevo dalla numerazione araba (quella che usiamo ancora oggi: 1, 2, 3, 4, 5, etc..).
I Romani, come quasi tutti i popoli antichi, non utilizzavano lo zero. E infatti anche la parola "zero" viene dall'arabo "sifr" (che poi ha dato origine anche alla nostra parola "cifra").
Ecco alcuni utilizzi "moderni" dei numeri romani, utili per ripassare.
Ecco invece il quadrante con i numeri romani (si trova ancora oggi su alcuni orologi da polso).
Invece, ecco il modello di un gioco oggi famoso come "Sudoku", ma che già venne inventato diversi secoli fa in Europa.
Qui si trovano, presi dal sito "mondimedievali.net", alcuni esempi. Il gioco è più o meno come il sudoku. Non devono ripetersi nella stessa riga o colonna i numeri da 1 a 9.
Ricordiamo che oggi i numeri romani utilizzati nell'Italiano scritto hanno valore solamente ORDINALE. Quindi significano "Primo, secondo, terzo, quarto, etc...".
Ecco perché scriviamo III B, IV C, I A...
I Romani, come quasi tutti i popoli antichi, non utilizzavano lo zero. E infatti anche la parola "zero" viene dall'arabo "sifr" (che poi ha dato origine anche alla nostra parola "cifra").
Ecco alcuni utilizzi "moderni" dei numeri romani, utili per ripassare.
Ecco invece il quadrante con i numeri romani (si trova ancora oggi su alcuni orologi da polso).
Invece, ecco il modello di un gioco oggi famoso come "Sudoku", ma che già venne inventato diversi secoli fa in Europa.
Qui si trovano, presi dal sito "mondimedievali.net", alcuni esempi. Il gioco è più o meno come il sudoku. Non devono ripetersi nella stessa riga o colonna i numeri da 1 a 9.
Ricordiamo che oggi i numeri romani utilizzati nell'Italiano scritto hanno valore solamente ORDINALE. Quindi significano "Primo, secondo, terzo, quarto, etc...".
Ecco perché scriviamo III B, IV C, I A...
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