Fa' ciò che vuoi

lunedì 21 novembre 2016

Distanze nel sistema solare

Quanto siamo lontani dal Sole?
Quanto è lontano Giove da noi?

Sappiamo misurare i km: centinaia di milioni.
Distanze che la luce copre in pochi minuti.

Dal Sole alla Terra, ad esempio, la luce impiega 8 minuti e 33 secondi ad arrivare.
Per raggiungere dal Sole Plutone, il Pianeta più lontano del Sistema Solare a svariati MILIARDI di km di distanza, beh: appena 5 ore e mezza.
Ci mettiamo più noi in macchina ad arrivare da Torino a Roma.

Ma appunto la luce è la luce, e niente va così veloce come lei.
Per capire meglio quanto immense siano le distanze, ecco aiutarci questo sito...

Se la Luna fosse un pixel


Un pixel è un puntino del nostro monitor del Computer.
Nella scala del sito corrisponde a 3500 km circa.

Buon divertimento!

domenica 20 novembre 2016

Sui giochi di ruolo (post per i genitori)

Quando ero bambino, verso la fine degli anni '80, cominciarono a girare questi "nuovi" giochi in scatola che arrivavano dall'America.
Si chiamavano "Role Play", in Italiano "Giochi di ruolo".
Nella scena iniziale di "E.T." si possono vedere i ragazzini che ci stanno giocando.
Nella serie "Stranger Things" in onda su Netflix sono un elemento-chiave della storia.

Arrivarono con un mare di polemiche.
Psicologi, religiosi ed affini, cominciarono una propaganda contro questi giochi: dissero che erano l'anticamera al satanismo, alla violenza e all'aggressività.
Perché?
Perché in questi giochi si va all'avventura, e si combatte contro i "mostri".

Ciò che non venne compreso allora, ma che oggi è addirittura stato "premiato", è che la dimensione ludica, la dimensione dell'immaginazione fantastica, sono alla base della crescita di una persona.
I bambini sono circondati da storie di orchi, streghe, draghi, sin dalla nascita.

Ormai da anni, il gioco di ruolo è stato rivalutato, ed è anche consigliato nella didattica della scuola primaria e secondaria come chiave "speciale" per studiare la Storia, la Geografia, e soprattutto per sviluppare le Competenze Sociali.

Quelle competenze, cioè, che ci aiutano a stare meglio con gli altri, con chi ci circonda.
Il gioco di ruolo è un gioco senza competizione, cooperativo e collaborativo. Si vince sempre, e si vince assieme.
Si "vive" uno di fronte all'altro, non dietro uno schermo. Si parla, si dà voce e corpo ad un personaggio immaginario.

Io ci ho giocato dagli 8 anni fino ai 23. E rimpiango di non avere il gruppo di allora. Giusto, per la cronaca, i miei amici del primo gruppo sono tuttora i miei migliori amici.

I GdR spaziano dal fantasy medievale (stile "Signore degli Anelli") alla fantascienza, al mondo dei cartoni, al teatro di Shakespeare.
Hanno avuto il loro "boom" tra la fine degli anni '80 e gli anni '90 per poi declinare mestamente, purtroppo, nel terzo millennio (a causa dell'incredibile successo dei videogiochi).
Ma io credo che abbiano una ricchezza inimmaginabile ancora da offrire.

giovedì 17 novembre 2016

Goniometriamoci

Un uso divertente del goniometro può essere quello applicato ai fusi orari nel mondo.
Come forse saprete, non in tutto il mondo c'è la stessa ora.
Adesso che sto scrivendo, in Giappone sono le sette del mattino (di domani mattina), mentre in California (negli Stati Uniti) è mattina (di oggi).



http://www.finestrasulweb.com/2010/12/visualizzare-lora-esatta-di-tutte-le.html


Potete scaricare l'immagine, stamparla e goniometro alla mano misurare l'angolo formato dalla lancetta delle ore e quelle dei minuti (ossia le lancette nere).
Se poi avete molta voglia di misurare angoli, potete sbizzarrirvi con quella dei secondi (la lancetta rossa)...

lunedì 14 novembre 2016

Il manuale di Dungeons & Dragons

Per scaricare il manuale base del giocatore, andare a questo link:

D&D base giocatore

A breve seguiranno altri post di chiarimento e con ulteriori materiali.

lunedì 31 ottobre 2016

Esseri viventi

Che cosa meravigliosa è la vita.
Questo è il punto fondamentale di tutta la questione sugli esseri viventi. Certo i sassi, le rocce, le montagne e la lava sono importantissimi.
Ma la vita (con tutto quello che la riguarda, quindi anche la morte) è una tale rarità nell'Universo che merita particolare attenzione.
Se consideriamo il nostro sistema solare, soltanto sulla Terra (cioè il nostro pianeta) abbiamo trovato segni di vita (anche di vita intelligente, come la nostra, in grado di comunicare).
E oltre il sistema solare, per ora, nessuna vita ancora è venuta a trovarci.

Quindi, ricordiamo: la presenza di vita sulla Terra è un colpo di fortuna incredibile. La presenza di una forma di vita come l'essere umano è ancora più incredibile.

Quanti sono gli esseri viventi?
Miliardi e miliardi. Siamo tantissimi (per fortuna). Sparsi su tutto il Pianeta, dai Poli al deserto, dalla cima delle montagne alle profondità marine.

Per mettere un poco di ordine tra tutti questi esseri, gli scienziati hanno inventato delle categorie per classificarci. E' come se fossero delle grandi scatole in cui mettere tutti gli oggetti simili.
Un po' come quello che si fa in classe con i quaderni: li mettiamo in ordine sugli armadi. A sinistra le materie scientifiche, a destra quelle letterarie. E poi incolonniamo tutti i quaderni di Storia con la foderina gialla, quelli di Italiano con la foderina rossa, etc...
Quei quaderni non sono tutti uguali ma hanno qualcosa in comune tra loro (ad esempio la materia, o la foderina).

Le categorie, le scatole, che classificano i viventi sono tantissime.
Per esempio guardate questo elenco:

Regno: Animale
Classe: Mammiferi
Ordine: Primati
Famiglia: Ominidi
Genere: Homo
Specie: Homo sapiens.

Questi siamo noi, gli esseri umani, detti anche "Homo Sapiens". Questa è la nostra carta d'identità che ci distingue tra gli altri esseri viventi.



Oggi vediamo con attenzione solo la prima caratteristica, il Regno. Che sarebbe la scatola più grande, quella con più esseri all'interno.

Gli scienziati, o meglio i biologi, hanno scelto di dividere tutte le forme di vita in 5 grandi regni (addirittura, per alcuni scienziati, sono 7).

Animali - Monere - Protisti - Piante - Funghi

Gli Animali comprendono organismi pluricellulari (quindi con più di una cellula) eterotrofi.
Cosa vuole dire questa parola difficile?
Viene dal greco: trofè significa 'nutrimento' (come nella parola "orfanotrofio"), eteros 'altro'. Significa dunque: Nutrirsi di altro (nello specifico, altri animali).

Esempi: cane, gatto, uomo, balena, ragno, aquila, etc...

Le Monere (dette anche Procarioti) sono degli organismi unicellulari (quindi con una sola cellula), in cui manca il nucleo, che invece troviamo nelle cellule animali e vegetali. Ad esempio i batteri sono monere.
Ecco la foto di alcuni batteri:


Belli vero?

Passiamo alle Piante. Le Piante sono organismi pluricellulari autotrofi. Stavolta la parola greca all'inizio è autos che significa 'da solo'. Quindi le piante a differenza degli animali sono in grado di creare da sole il cibo, il proprio nutrimento.
Tutti gli alberi, i fiori, gli arbusti, alcune alghe marine.

I Funghi sono organismi unicellulari o pluricellulari, eterotrofi, e che si riproducono attraverso le spore. Le spore sono come delle piccolissime particelle che servono appunto per la riproduzione, ma a differenza del seme (che si trova negli animali e nelle piante) non hanno bisogno di essere fecondate. Sappiamo che per far nascere un bambino, il seme del papà (lo spermatozoo) deve incontrare il seme della mamma (l'ovulo). Nel fungo è come se l'ovulo della mamma fosse in grado da solo di creare un bambino.

CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24532

E infine i Protisti. E' difficile farvi capire cosa sono i Protisti. Possiamo però dire che tutti quegli esseri viventi che non riescono ad entrare in una delle quattro scatole di cui abbiamo parlato, vanno a finire in questa. Come il bidone della raccolta indifferenziata.
Comunque sono bellissimi anche i Protisti!

Di ???, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2595247



domenica 16 ottobre 2016

Clima, tempo, meteo

Queste tre parole "Clima" "Tempo" e "Meteo" a volte vengono confuse.
Invece indicano delle situazioni piuttosto differenti.

Partiamo da quelle più semplici.

CLIMA
Il clima è l'analisi della condizione atmosferica di una certa regione (piccola o grande) su un periodo piuttosto lungo (dai decenni ai secoli). L'atmosfera è quella zona di gas che circondano un pianeta o una stella (sulla Terra sono perlopiù ossigeno, ozono, azoto). Quello che abitualmente chiamiamo "cielo".
Vediamo di spiegare meglio questa definizione.

Io posso dire: "Il clima del Piemonte", "Il clima di Torino", "il clima continentale", "il clima mediterraneo". Ma NON posso dire: "Che clima c'è oggi?".
Questo perché posso parlare del clima di una regione in termini generali: "In Piemonte esiste un inverno piovoso e rigido", oppure dire "Nel deserto si raggiungono anche i 50° centigradi durante il giorno".
Quindi frasi generiche.
Quando invece voglio conoscere dei dettagli specifici relativi ad una giornata, ad una settimana, o ad un mese al massimo, ecco che devo utilizzare un altro termine.
Queste condizioni atmosferiche indicano: la pioggia, la neve, i venti, i cicloni, le nuvole.


METEO
Se io domando: "Che tempo c'è oggi?", oppure: "Domani sarà bello o brutto?", ecco che mi sto riferendo al Meteo.
Quello che vedo al telegiornale o nelle app dello smartphone per le previsioni.
Anche se si dice "previsioni del tempo" dovremmo dire "previsioni del meteo".
Il meteo è la descrizione della condizione atmosferica di una certa area su un periodo breve (massimo 15-20 giorni).


TEMPO
Il tempo è un concetto difficilissimo da spiegare in poche righe. In termini geografici è un sinonimo di "meteo". Mai di clima.
Il tempo può indicare quello dell'orologio, cioè il trascorrere della nostra vita, ora dopo ora, secondo dopo secondo.
Ma viene anche usato appunto come sinonimo di "meteo".

mercoledì 12 ottobre 2016

Come riconoscere un verbo

Mentre si sta facendo l'analisi grammaticale (quella che serve a dividere i nomi dai verbi, gli aggettivi dagli avverbi, etc...) a volte può capitare di non riconoscere subito quale sia il verbo.

Non bisogna lasciarsi prendere dal panico. Come per tutte le fasi dell'analisi di una frase o di una parola, basta porsi le domande giuste per risolvere i nostri dubbi.

Intanto: che cos'è il verbo? Il verbo è quella parola che esprime un'azione o uno stato d'animo, un sentimento, un modo di essere.
Ad esempio:

Io corro.
Io sto bene.

E' una parola fondamentale. Perché senza verbi noi non capiremmo nulla.
Prendiamo, giusto per divertirci, una frase qualsiasi e togliamoci tutti i verbi.

"Carlo andò allo stadio per tifare la sua squadra preferita. Incontrò Michele, che si era rotto una gamba mentre guidava. Si salutarono e si sedettero affianco".

Ecco come diventa:

"Carlo allo stadio per la sua squadra preferita. Michele, che si una gamba mentre. E affianco".

La prima frase tanto tanto si può anche comprendere. Ma le altre due sono assolutamente senza senso.
I verbi quindi sono la colonna portante di un discorso.

Quali sono le domande utili per evitare di scambiare il verbo per qualcos'altro?

Ecco l'elenco:

1. Questa parola esprime un'azione qualsiasi, o uno stato d'animo?

Se crediamo di sì passiamo alla seconda:

2.  Se ci unisco un pronome personale (cioè Io-Tu-Lui-Noi-Voi-Loro) continua ad avere un senso?

3.  Esiste per questa parola una voce del verbo legato all'infinito (cioè in ARE-ERE-IRE)?

4. Questa parola che ritengo sia un verbo può essere collocata nel passato, nel presente o nel futuro?

Se a tutte queste domande rispondo sì 99 volte su 100 si tratta di un verbo.

Vediamo due esempi.

Frase: "Sono sicuro che mi vuoi bene".

Prendiamo intanto le parole che non sono verbi.
"Sicuro" "che" "mi" e "bene" mi fanno venire in mente delle azioni o degli stati d'animo?
Solo "bene" e "sicuro".

Continuiamo con le domande. "Io bene" "Tu bene" "Lui bene" "Noi bene" "Voi bene" "Loro bene" esistono? No. Quindi "bene" non è un verbo.
"Io sicuro" "Tu sicuro" "Lui sicuro" "Noi sicuro" "Voi sicuro" "Loro sicuro" esistono? Neanche questi, quindi cancelliamo anche "sicuro".

Restano "sono" e "vuoi". Potrebbero essere delle azioni, ma non sono molto chiare.
Proseguiamo nell'indagine.
Esistono ed hanno un senso sia "Io sono" che "Loro sono". Ed esiste "Tu vuoi". Questo già ci ha garantito con sufficiente certezza che si tratti di un verbo. Ma vogliamo insistere.

Passiamo oltre.
Esiste la voce del verbo "sonare", "sonere" o "sonire"? Oppure "vuolere" "vuolare" o "vuolire"?
No. Ma bisogna ricordare che la voce all'infinito non sempre è così riconoscibile. L'Italiano è pieno di verbi irregolari. Ne conosciamo già parecchi, anche da bambini, solo che non ce ne rendiamo conto.
In questo caso si tratta del verbo "essere" (che bisogna conoscere a memoria, ancor meglio delle tabelline) e del verbo "volere".

Possono le parole "sono" e "vuoi" essere collocate nel tempo? Sì, senza dubbio esprimono un tempo presente. "Sono" adesso, "Vuoi" adesso.
La parola "che" non mi dà nessun significato nel tempo, giusto per fare un confronto.

Seguendo questo schema, ci si sbaglierà pochissime volte. E a forza di esercitarsi non sarà più necessario ripeterle una ad una. Verrà spontaneo.